Rubriche

 
 
In questa pagina verranno inseriti gli episodi piu divertenti e curiosi che hanno caratterizzato la storia dei "Piazzaverdisti". Con dei periodici aggiornamenti vi racconterò tutto sulle avventure dei "temerari" ragazzi di Piazza Verdi.

 
  Il Conchiglione magico!!!
 
  Scusate il ritardo, la rubrica dei piazzaverdisti è tornata!
L’avventura che andrò a raccontare è stata vissuta un anno fa, durante la vigilia di Natale. Solita location di queste appuntamenti è la residenza fuori città, casa in campagna di Peppo Nuzzo dove trascorriamo i maggiori eventi dell’anno come le varie vigilie e similari.
Prima di andare al succo della storia bisogna tornare un po’ indietro col tempo, il necessario per introdurvi il protagonista della nostra storia: il CONCHIGLIONE.
Nelle passate vigilie il CONCHIGLIONE era stato protagonista di una serie di lanci pericolosi che mettevano a repentaglio sia la sua interezza che la pazienza del proprietario stesso, Peppo Nuzzo, al quale era affezionato come un figlio. Durante il periodo estivo la nostra residenza era stata colpita da una serie di furti che aveva visto come vittima la conchiglia stessa,  cosa che a noi piazzaverdisti stupiva, come mai dei ladri avessero messo a repentaglio la propria libertà per una conchiglia?? Onestamente anche un po’ brutticella; ma restava il fatto che la conchiglia era sparita dalla nostra vista e di conseguenza anche i nostri 5 min di divertimento allo stato puro.
Arriva il Natale 2010 e come ogni anno decidiamo di fare la vigilia in campagna di Peppo, tutti i piazzaverdisti erano invitati con l’unico obbligo di portare un regalo che successivamente veniva numerato in modo che alla mezzanotte ognuno di noi doveva pescare un numero e di conseguenza riceveva il regalo corrispondente.
Ognuno di noi portava il proprio regalo e non esitava a numerarlo, a questo punto un piazzaverdista, al quale gli mancava di incartare il proprio regalo, si recò nella stanza da letto in modo da non farlo vedere al resto della truppa e quindi incartarlo; ma mentre cercava il materiale per il confezionamento si vide spuntare in un mobile della stanza il famosissimo CONCHIGLIONE! A quel punto non esitò a confenzionare anche il nostro amato oggetto d’arredo retrò e lo mise insieme agli altri regali senza che nessuno se ne accorgesse.
Arrivato il memento dell’estrazione del numero si unirono a noi Piazzaverdisti altre persone, i soliti amici degli amici e con la solita “gentilezza” che ci contraddistingue invitammo anche loro a partecipare all’estrazione del regalo.  Questa parentesi vi fa capire come è andata a finire la storia….indovinate chi sorteggia il numero collegato al CONCHIGLIONE???....Ebbbene si!...proprio l’ospite di turno. Ma la cosa più divertente è stata la faccia del povero Peppo Nuzzo che era convinto che la sua amata conchiglia era ben al sicuro, ma con i piazzaverdisti niente è al sicuro , che sia ben chiaro!!!
Alla prossima avventura, prometto che avverrà molto presto!
 
     
  Basilicata cost to cost!
 
 
I Viaggi dei Piazzaverdisti non sono mai dei semplici viaggi, puntualmente le nostre scampagnate finiscono per essere delle vere e proprie avventure che meritano di essere raccontate.
Arriva il ferragosto e per sfuggire dall’ormai obbligata, ma non per noi, classica nottata sulle spiagge dell’affollata costa Ionica, decidiamo di cambiare del tutto la destinazione, scegliendo la fresca Basilicata per passare due giorni tra natura e paesini quasi deserti, caratteristica dell’entroterrra Lucano.
Partiamo da Grottaglie in sei, tre baldi maschietti Io, Giorgio Di Palla e Beniamino e tre vivaci donzelle Alessandra, Valeria e Mariagrazia armati di sacco a pelo, tenda e razione quotidiana rigorosamente vegetariana capeggiata dalle friselle, peperoncini, cipolla e pomodori.
Siamo pronti, si parte!
Il viaggio scorre tranquillo e in un paio di ore siamo a destinazione, Bosco Magnano, posto stupendo, un grandissimo bosco attraversato da un fiume di acqua gelida, che noi non esitiamo ad assaggiare, rimaniamo per l’intero arco della giornata fino a sera quando ci rechiamo dritti verso una zona camping attrezzata, rigorosamente libera al pubblico.
Sistemiamo, da grandi esperti di camping quali siamo, le tende e iniziamo ad organizzarci la cena dopo aver fatto la spesa in una macelleria del posto. Devo dire che ormai la Basilicata sia diventata la succursale del Principato di Monaco, richieste esose per un paio di birre e qualche dose di sicuramente succulenta ma altrettanto cara carne paesana.
Inizia, torce alla mano, la ricerca di quanta più possibile legna da poter ardere per gustare le varie bistecche e salsicce a dispetto del caro amico Giorgio, vegetariano, che sarà “costretto”  a mangiarsi uno scamorzone fuso e qualche contorno vario, una vita di contorni!
La ricerca finisce positivamente e tra una doccia inventata tra un tronco e l’altro, la rullata di cotton fioc di Beniamino e la preparazione della tavola si arriva alla cena. Tutto come previsto, ci si diverte grazie alla simpatia innata dei piazzaverdisti e ci prepariamo psicologicamente al giorno successivo, direzione Pietrapertosa.
Sveglia presto e colazione abbondante per far fronte alla giornata che andremo a intraprendere, inconsci che sarà più lunga del previsto. Pianifichiamo la strada da effettuare per passare da una parte all’altra della Basilicata; come ormai fan tutti chiediamo l’aiuto al caro amico navigatore che, aggiornato alle autostrade dell’Impero Romano, decide di farci tagliare l’Appennino Lucano, strada molto più corta della sua rispettiva concorrete, e cioè passando nuovamente dalla ss107 e poi risalire. Mentre si decideva il percorso, un anziano camperista e quindi grande esperto di strade, coincidenza anche di Grottaglie, ci sconsiglia vivamente il taglio degli Appennini, prendendosi gioco dei nostri “bolidi”, accusandoli di poca affidabilità, ma noi non desistiamo e siamo pronti a partite con l’obiettivo di spezzare gli Appennini e risparmiare 3,50€ a testa di benzina, per i soldi questo ed altro.
Inizia l’apparente viaggio tranquillo, il navigatore prevede l’arrivo in poco meno di un’ora, ma già dubitiamo delle sue previsioni. Tra un incrocio e l’altro dopo appena 20 min dalla partenza la nostra “guida” ci abbandona, segnalandoci puntualmente strade inesistenti da percorrere; a questo punto l’unica soluzione è affidarsi alla cara e classica cartina geografica. Siamo nel cuore della Basilicata, percorriamo vie deserte ma questo non ci fa demordere, anzi presi dallo spirito di avventura ci precipitiamo senza esito alcuno a imboccare le strade sterrate, seguendoli all’infinito, ed ecco la prima segnaletica, direzione Pietrapertosa, convinti di aver trovato la strada giusta acceleriamo nonostante la pendenza continui a salire e il motore si inizia a far sentire all’olfatto; evitiamo buche e precipizi ma ad un certo punto ecco l’imprevisto: strada chiusa! E come nei migliori agguati dei film americani un attacco repentino alla macchina di Giorgio di api e zanzare pronti a fare un bel banchetto; Valeria con un “coraggio da leone” si catapulta fuori dalla macchina lasciando la portiera aperta e quindi dando il benvenuto ai pungiglioni, tutti per il malcapitato Giorgio che immobile restava alla guida!!!
Per fortuna dura poco ma molto intenso per i due occupanti della Twingo gialla e quindi si riprende il viaggio, come per magia incontriamo il primo essere umano, pensavamo noi, ma dopo averli posto la domanda su quale fosse la strada giusta, l’essere inizia a parlare in una lingua sconosciuta a noi Italiani, annuiamo facendo finta di aver capito e andiamo avanti senza meta.
Mentre il paesaggio scorre sotto le ruote della Yaris e dalla Twingo ci ritroviamo dinanzi ai Pozzi petroliferi in Val d'Agri, scorgiamo dietro i silos un uomo intento a parlare al cellulare, chiediamo info, e come uno schiaffo alla fortuna il tipo parla solo inglese, ma ci pensa Giorgio,  che riesce a farsi spiegare la strada.
OK, tutto risolto, ma non è così, procediamo per pochi minuti e ci ritroviamo di nuovo persi nel cuore della Basilicata; incrociamo un paesino in piena ora di pranzo, motivo in più per essere deserto, riusciamo ad identificare un’anima che ci consiglia di andare a mangiare qualcosa visto che la strada è ancora lunga, ma il nostro obiettivo è arrivare a Pietrapertosa dove ci attendono Donato, Annateresa e Masella, e siamo disposti a tutto!
Riprendiamo la strada, finalmente asfaltata e dopo un paio d’ore di tornanti e pendenze da mal di stomaco riusciamo ad arrivare a destinazione, peccato che abbiamo solo il tempo di un breve giro turistico visto il pomeriggio inoltrato e la stanchezza per un viaggio che da un’ora si è trasformato in un itinerario da 5 ORE tra natura selvaggia, api e sterrato!
Tutto questo grazie ai due bolidi e ai suoi piloti.
Alla prossima avventura!
 
     
  Scherzi (parte Seconda)
 
 
Come i migliori docenti delle università mi sono permesso un anno sabatico e dopo la meritata pausa torno a scrivere nella rubrica dei piazzaverdisti. Questa volta avanzeremo coi capitoli riguardanti gli scherzi più memorabili.
Come al solito la vittima predestinata è sempre la solita, Totore Ciughetto; ma questa volta vi si aggiunge anche un’altra vittima: la sua bici. Non una bici qualsiasi, non una semplicissima bici col classico cambio shimano, ma una RELAIG VIERA anni ’80, precisamente del 1987, comprata dal “Popto”, noto venditore di Grottaglie di bici usate a poco prezzo. La bici si caratterizza oltre che dalla targa, insolita per una due ruote, anche dal blocca-sterzo e soprattutto dalla caratteristica più affascinante: il cambio a tre marce posto nel mozzo della ruota posteriore, caratteristica normale a Nottingham, England, ma non a Grottangeles.
Presentate le vittime sacrificate per questo scherzo non ci resta che presentare gli autori dello scherzo, il tempo è passato ma ricordo vivamente gli autori: Giorgio di Palla, Donato e Paolone.
La bici era stata da pochi giorni acquistata e nell’attesa di  una scartavetratina e di una lavata generale sostava nell’ingresso del Pinnino Social Club ormai da giorni diventando parte dell’arredamento; eravamo ad inizio serata e in pochi intimi, approfittando della calma apparente decisi di farmi dare una mano per salire la bici in terrazza per rendere la pulizia della stressa più agevole, salimmo la bici grazie all’aiuto di una corda, vista l’impossibilità di salirla dalla scala. I mie amici non esitarono a darmi una mano e io ringraziai, stupendomi anche di tutta quella disponibilità.
Mentre la serata scorreva come al solito tra un film e inutili commenti da profeti del cinema, si era deciso di uscire, ognuno faceva del suo per preparasi a mischiarsi alla gente di Grottaglie, chi andava in bagno, chi si metteva il giubbino e chi come me era intento a svuotare i posacenere e mettere in ordine il tutto, ma all’appello mancava qualcuno, i soliti tre.
Troppo silenzio nel Pinnino Social club è inusuale e quindi iniziava a venirmi il sospetto che si stesse tramando qualcosa ai miei danni.
Non vedendo nessuno nel “soggiorno” capì subito che i tre simpaticoni erano in terrazza, non era così, addirittura erano nella scala intenti a scendere nuovamente la bici in modo da farmela salire da solo in un'altra occasione. Io non persi la calma e gentilmente invitai i giocherelloni a mettere tutto a posto come era prima, ma lo scherzo continuava, rendendolo abbastanza antipatico; a questo punto iniziarono le imprecazioni rivolte ai miei amici, non sapendo cosa stesse succedendo nelle scale; continuarono i miei inviti e a questo punto desistettero dallo scherzo abbandonando la bici a metà scala; la mia ira iniziò a farsi sentire e recandomi al salvataggio della bici in bilico, noto con grande nervosismo gli innumerevoli graffi causati dalla bici a tutte le pareti, per non parlare degli angoli completamente smussati.
Inizio a bestemmiare, ma non finiva lì, incazzato mi reco in bagno per sciacquarmi le mani ormai tutte unte di grasso e polvere di copertone, quando noto il rubinetto lasciato libero di scorrere, mbè non vi sto a raccontare tutte le imprecazioni perché troppo volgari e le relative minacce di chiusura del Pinnino Social Club, effettivamente mai avvenuta; tutto questo sotto gli occhi indiscreti dei vicini, mentre i miei amici mi invitavano a calmarmi visto che era solo uno scherzo, un bruttissimo scherzo per me, il Pinnino e la fantastica Relaig.
CARNE RAGAZZI!
 
     
  Il Matrimonio dell'anno

 
 
Non potevo escludere dalle rubriche dei Piazzaverdisti il matrimonio di TOTORE IATTA e PASQUA. Una delle giornate più importati per tutti noi, il 09/09/09….indimenticabile.
I preparati logicamente erano partiti da tempo ma non da parte di tutti gli invitati, soprattutto la parte maschile dei Piazzaverdisti, che come sempre hanno scelto l’ultimo giorno disponibile per tentare di fare bella figura al cospetto di circa 200 invitati tutti acchittati come non mai.
Dopo aver fatto passare un ultimo “entusiasmante” giorno da celibe, gli amici più cari ci tengono anche ad accompagnarlo fino al momento del fatidico “si”, così come tradizione vuole ci facciamo trovare puntuali dinanzi all’ingresso della chiesa, lui arriva è “bello” (per chi lo conosce sa bene quanto significhino quelle virgolette), è lucido grazie ad un vestito nero made in Comes Uomo, cravattino ricercato e gemelli luccicanti ai polsi.
Temporeggiamo aspettando la sposa e già il fioraio ci avvisa che il sacerdote della chiesa è un tipo “tosto”; arriva la sposa, bellissima anche lei, con un vestito bianco come vuole la tradizione e bouquet di peperoncini.
Entriamo in chiesa ci sistemiamo ma subito entra in azione l’uomo che più di tutti vuole essere il protagonista della giornata: Il prete.
Ingelosito dalla celebrazione della messa da parte di uno zio francescano dello sposo inizia a invitare gli ospiti a partecipare con costanza alla liturgia, facendo sentire la propria voce agli sposi, se non sapevi le preghiere ti dovevi accomodare fuori….scherzo ovviamente, ma la pressione psicologica messa in atto dal sacerdote era massiccia…
Inizia la messa, l’omelia è una tranquillissima chiacchierata fra il prete e il calice posto dinanzi a sé, addirittura lo sposo si gira per curiosare fra gli invitati, mentre i Piazzaverdisti come in bocca al luco gli lancino epitoti che ricordano i suoi cari parenti che riposano in pace, modi di fare dei Piazzaverdisti….
Grandi novità nella liturgia della messa: ad un certo punto il prete esce dal “cilindro” un velo bianco che viene posto sopra al capo degli sposi sorretto dai rispettivi genitori, il tutto ha qualcosa di ridicolo, ma fra risate collettive si va avanti fino a fine cerimonia che viene conclusa con la proclamazione di tutti gli articoli della Costituzione che riguardano gli sposi e con l’enunciazione della scelta della coppia per quel che riguarda la divisione dei beni……cazzi loro….mah, mistero della fede!!
Finisce la messa ci prepariamo col classico riso, anche se qualcuno nei giorni precedenti aveva proposto un lancio di noccioli d’olive rosicchiati, ma desistiamo e tutto scorre secondo i piani: lancio del riso, foto di gruppo, auguri e roba varia; ora siamo pronti per andare al ristorante.
Arriviamo al ristorante che ancora si vede il sorriso naturale sul volto degli invitati e non quello “artificiale” che siamo abituati a vedere a fine cerimonia, ci gustiamo un cocktail nell’attesa dell’arrivo degli sposi, cha arrivano poco dopo, belli come non mai, ci facciamo un'altra foto ed entriamo nel ristorante, dove ad accoglierci c’erano due gigantografie degli sposi, una abbastanza paurosa, immaginate voi chi dei due……
Inizia il “Gran Premio dell’ Abbuffata”, menomale che fra una portata e l’altra o ricorriamo alle pause “fisiologiche” o ci scateniamo nei balli di gruppo. Ed è qui che i Piazzaverdisti danno spettacolo, e che spettacolo. Si inizia con Giorgio il Pazzo che, elastico come una mazza da scopa, non riesce mai ad andare a tempo, cosa che accomuna un pò tutti i Piazzaverdisti, menomale ci sta il cambio di genere, si passa alla disco varia, e qui entra in azione Simone, detto Paolone, che inizia a scatenarsi con delle mosse degne del fantasma di Michael Jackson, zoppo però….
Per fortuna le portate si susseguono e aiutano a bloccare Simone nel momento di maggiore esaltazione.
Dopo che la mia “panza s’è fatta capanna”  arriviamo alla frutta e al momento più atteso da parte degli Sposi: i regali…..
Si era aperto un dibattito nei giorni precedenti su come fare per il regalo e soprattutto se farlo; fra santini e incartate di 5€  decidiamo di creare 5 min di panico agli sposi e ai genitori, posticipando di qualche oretta il momento clou…..Quell’oretta per Totore è stata interminabile, fra imprecazioni varie e sollecitazione da parte sua a tutta la comitiva, onde evitare una spiacevole bancarotta già al primo giorno di matrimonio….
Arrivano le ore 22.00 e dopo 12 ore non-stop termina il più bel e aspettato matrimonio dei Piazzaverdisti (non me ne vogliano gli altri maritini Piazzaverdisti)
AUGURI E FIGLI MASCHI!!!!
 
     
  Ultima speranza il 112!

 
 
5340_117360978369_752123369_2347383_5094170_n.jpgDopo un estate ricca di impegni e con la solita bella vita da supportare si torna a raccontare le avventure dei ragazzi più “gaetani” di Grottaglie. Oggi racconterò l’esperienza di prendere in noleggio per un intera giornata una barca tutta per noi, dove potersi atteggiare sulle rive del Salento.
I protagonisti sono i soliti: Io,Ale, Benny, Mariagrazia, Pappo Masella, Giorgio Di Palla e Valeria armati di salvagente e remi!!! Ci si organizza meticolosamente per passare una giornata in mare: indispensabile il cibo e con Masella a bordo c’è da preoccuparsi in caso di mancanza di razioni alimentari….e quindi ci prepariamo con un menù prettamente vegetariano, abbondante di verdure, ortaggi vari e pucce fatte in casa!!..Arriviamo a Castro il giorno prima di ferragosto, inconsapevolmente ci troviamo nei pressi del rave che ha fatto tanto discutere, per fortuna non ce ne accorgiamo e neanche lo sfioriamo (ce culo…..);  ci troviamo un posto tranqullo per dormire sulla spiaggia e il giorno dopo alle 9 siamo già tutti pronti a salpare!!
Ci organizziamo e prendiamo la barchetta, un 6 metri confortevole (175€ conprese spese, consigliatissimo) ci sistemiamo, il tipo del noleggio ci lascia lo sterzo e subito partiamo; nemmeno 3 min e già i primi sintomi di mal di mare, nonostante un mare in ottime condizioni, forse sarà stata l’emozione;  dopo pochi min tutto torna alla normalità e con Masella al timone iniziamo la giornata alla “Briatore maniera”: sole, mare, barca e tuffi….il primo ormaggio lo dedichiamo alla grotta di Zinzilusa, spettacolare; ci soffermiamo  un oretta e ripartiamo; alla ripartenza gasati come non mai decidiamo di dare gas al mezzo nautico, inconsapevoli che certe sollecitazioni ad una barchetta del genere meglio non darle…. e quindi arriva l’”irreparabile”: appena ci fermiamo il motore si spegne e non riesce a ripartire; a questo punto vi faccio una cronaca minuto per minuto di quello che è successo dopo lo spegnimento del motore:
0.37 sec: Masella sollecita la chiamata della ditta di noleggio;
1,10 min: già si vedono le facce angosciate;
1,45 min: alcuni dei viaggiatori cercano di salvarsi cercando un passaggio lasciando il resto della truppa in pieno mare…;
2 min: Masella continua a insitere per chiamare i tipi del noleggio;
2,30 min: Io mi tuffo e non ci penso;
3 min: decidiamo di chiamare, ma……non c’è campo, anzi ci sta ma si appoggia su  una rete GRECA!!!;
3,30 min: cerchiamo di chiamare ma niente da fare!!!;
5 min: la barca, che non riesce ad ancorasi, si avvicina sempre di più alle altre barche rischiando la collisione;
5,30 min: prendiamo i remi e iniziamo a remare, inutilmente vista la nostra fiacca;
6 min: Masella, disperato, ci consiglia di chiamare il 112, asserendo che sia l’ultima speranza affinchè ci potessimo salvare!!!;
10 min: riusciamo a contattare i tipi del noleggio che pensano che la barca sia ferma a causa della nostra inesperienza nautica;
15 min: la barca si riaccende e continuiamo la giornata da barcaioli, con qualche apprensione in più, ma continueremo a girare per le grotte della costa Adriatica del Salento;
E come si suol dire: TUTTO E’ BENE QUEL CHE FINISCE BENE!!!
Rientriamo in porto per le 19 convinti di aver passato una splendida giornata condita anche da un pò di suspance che fa sempre bene.
A Masella abbiamo consigliato una visita neurologa per fargli passare i sintomi precoci di ansia ingiustificata!!
 
     
  Primo Viaggio: destinazione Grecia

 
 
images.jpegDopo mesi di astensione torna la “rubrica dei piazzaverdisti”; oggi vi racconterò del primo vero viaggio dei Piazzaverdisti, destinazione la terra degli dei: la GRECIA, più precisamente l’isola di Corfù, meta ambita da tutte quelle persone che vogliono spendere poco senza rinunciare alla possibilità di andare all’estero.
Era l’estate ’99, ben 10 anni fa, l’età media dei viaggiatori era intorno ai 18 anni, una grande esperienza per tutti noi. Partimmo in 6: io, il mitico, ormai allontanato, Antonello Scancione che per bellezza faceva coppia con Orazio, poi il resto della truppa con Benny, Alessandro e Giorgio di Palla.
L’obiettivo principe per la maggior parate dei viaggiatori era trovare la “temporanea" anima gemella e in secundis divertirsi dopo essersela guadagnata quella vacanza con une mese di "acinini".
Partimmo da Brindisi con il traghetto, a farci compagnia anche lo "spirito" di Halbert Hoffman con tutte le relative conseguenze…...
L’organizzazione era ai massimi livelli: la casa e il viaggio prenotati a poco prezzo (150 mila lire per tutta la durata della vacanza, una settimana) e per mangiare ognuno si prese carico di portare un pasto direttamente da casa,
in modo da coprire tutti i giorni della vacanza. L’inteligentissimo Giorgio di Palla per evitare carichi eccessivi decise bene di portare da mangiare per il giorno a lui spettante un bel preparato per  gli “spaghetti aglio olio e peperoncino”, il tutto compresso in un scatolino. Facile presumere che nessuno di noi ebbe la felice idea di assaggiare il pasto preposto dal genio della culinaria. Dall’altro lato abbiamo Alessandro che per soddisfare l’appetito di tutti noi decise benissimo di portare tre bottiglie di ragù preparato magistralmente dalla mamma, ma, non curante della fragilità del vetro, dopo poco più due ore dalla partenza si trovo con l’intera borsa da viaggio, e di conseguenza l’intero vestiario, cosparsi di profumatissimo ragù….ce  risate!!!
Arrivati in località Ipsos occupiamo la casa e prendiamo visione del posto….mare, discoteche e quant’altro per divertirsi facilmente……
A questo punto parte la caccia all’anima gemella, la maggioranza della troupe subito demorde senza insistere più di tanto ma il duo della bellezza, Antolello e Orazio, non molleranno e anzi raccoglieranno i frutti del loro sacrificio…..costrigendoci anche a dormire fuori casa per far in modo di far assolvere i doveri di maschio ai nostri amici!!! Per gli amici questo ed altro!!!
La sera viene trascorsa in giro per i locali mondani dell’isola e addirittura si cerca di intraprendere un’attività commerciale in collaborazione con dei Napoletani….immaginate voi che cooperazione!!!!
Un bellissimo viaggio che sicuramente non rifarei a quest’età ma ai tempi è stata un bellissima esperienza all’estero!!!!
Alla prossima avventura!!
 
     
  In gita al Fullonese

 
 
fullonese.jpgQuella che ora vi andrò a raccontare è stata una delle avventure più pericolose e divertenti che i “Piazzaverdisti” abbiamo affrontato….. Correvano gli anni novanta e oltre ai compiti per il giorno dopo ci dovevamo ingegnare su come passare i pomeriggi nella nostra amata Città; sfruttando le caratteristiche geografiche del nostro territorio decidemmo di fare un giro esplorativo nelle “Gravine del Fullonese” (virtual tour).
Eravamo una decina, tutti esperti “scalatori”, armati di scarpe da “tracking”, acqua tiepida e “terraccio”(i nostalgici degli anni ’90 ricorderanno le funzioni magiche del “terraccio”) partimmo con l’intenzione di visitare tutta la gravina costi quel che costi; logicamente durante il percorso non esitavamo mai davanti ad un ostacolo grazie anche al “capo guida” Antonello Scancione che come un vero e proprio esperto creava i sentieri col rischio e pericolo di creare un sentiero senza fine……

La giornata fu divertente fino a quando, presi dalla voglia di scalare decidemmo di scendere la gravina da una posizione abbastanza ostica per i nostri standard di esplorazione, e a quel punto l’inevitabile….tra risate isteriche e prese di panico parecchi commilitoni rimasero incastrati nel bel mezzo della discesa senza la possibilità di movimento… noi che guardavamo eravamo presi dalle risaTe ma a chi era intrapelato a risolvere la sua brutta posizione si leggeva il terrore negli occhi!!! (ce risate…..).
Per fortuna tutto si risolse nel migliore dei modi, trovammo la via d’uscita e finimmo di visitare le magnifiche “gravine del Fullonese” che attualmente sono abbandonate anche grazie al menefreghismo dei responsabili del nostro comune…..
Ultimante ci siamo ritornati per visitare il vecchio ”Convento delle suore”(virtual tour), dove questa estate grazie ad una contro-manifestazione artistica si è cercato di mettere in mostra questa splendida struttura, abbandonata anch’essa, con la realizzazione di innumerevoli opere direttamente sulle facciate della struttura, un vero capolavoro, consiglio a tutti di visitarla!!!!
ALLA PROSSIMA AVVENTURA…
 
     
  Budapest '09

 
 
SDC11531.JPGOggi vi racconterò in poche righe la vacanza Budapestiana.
Tutto ha inizio 10 gg prima della partenza, sono stato “costretto” a lavorare per guadagnarmi gli euri da convertire nei miei amatissimi fiorini.
Il rapporto fra me e il fiorino è durato poco ma è stato molto intenso, durante il viaggio io e loro parlavamo, discutevamo e mi divertivo a farli viaggiare da una mano all’altra, da un conto all’altro, da un change all’altro!!!
Premessa: pochi giorni prima di partire mi sento con il mio amico che mi ospiterà, il carissimo Giorgio di Palla (vadoabudapest.blogspot.com/) che mi consiglia, visto l’arrivo della primavera, un solo giubottino primaverile…..
Arriviamo all’aeroporto io e Ale subito incontriamo Giorgio che ci aspetta in sala d’attesa con un bel cappotto, cappello di lana e sciarpa……….ma non è che farà freddo????La mia prima domanda vedendo giorgio imbacuccato…….Tutto finisce là…
Durante il primo giorno, mentre giorgio lavorava, ci apprestiamo a perderci per le vie della capitale Ungherese, decidiamo di mangiare qualcosa all’aperto ma mentre mangiamo inizia a nevicare!! E da li iniziano a partire le prime imprecazioni verso il mio caro amico, addirittura, vedendo scendere la neve, il carissimo giorgio mi chiama e le imprecazioni aumentano… Per fortuna le mie doti previsionali mi hanno fatto portare pure un cappottino oltre al “consigliatissimo” giubottino primaverile.
Iniziamo a scoprire la città, davvero carina sia architettonicamente con il Danubio che divide la città in Buda e Pest, la differenza è netta, a Buda si nota il Castello, la Cittadella e il Bastione dei Pescatori, mentre dalla parte di  Pest ci sono tutti i maggiori locali notturni, a livello umano, onestamente, non  me l’aspettavo così al passo coi tempi, anche grazie all’”occupazione” delle multinazionali che, purtroppo o per fortuna, portano stili diversi, almeno credo, rispetto alle abitudini di dieci anni fa. (Mac Donald’s, Burger King, negozi di classe e un sacco di centri commerciali gigantissimi).
Grazie a Giorgio la sera abbiamo frequentato dei post bellissimi, tipo centri sociali Italiani, solo che a Budapest questi tipi di locali sono dei veri e propri pub (una pinta di birra solo 1,20€, fantastico!!!), un sacco di sale che ti davano l’idea di passare da un locale all’altro, grazie ad arredamenti diversi e molto originali, il mio locale preferito è stato sicuramente l’INSTANT (virtual tour).
Altra caratteristica di Budapest sono le terme, Giorgio grazie ai suoi buoni per la salute ci ha offerto un pomeriggio alle Terme Széchenyi; la giornata è passata tra varie saune dai 50° fino ai 100°, saune aromatizzate, bagni in vasche dai 40° ai 20°, funghi d’acqua bollente e giravolte nelle vasche circolari….uno spasso!!; la mia pelle non è mai stata meglio di allora!!!
Capitolo a parte merita la cucina Ungherese.
Lo sapete, io non mi tiro mai indietro quando si tratta adattarsi alle cucine estere; e di conseguenza in Ungheria non ho rifiutato nulla, assaggiando tutto quello che mi passavano…..
Le specialità del posto sono: il gulash, preparato in due modi o in zuppa (una specie di spezzatino in brodo arricchito con un sacco di spezie e paprika (voto 7) o accompagnato con una sorta di pastina (tipo spezzatino al ragù, voto 7); la panna acida, che accompagnava quasi tutto, soprattutto sulla carne arrosto (voto 7); il Langos, una mega pettola condita con panna acida e formaggio a scaglie, pesante ma buonissima (voto 6).
In conclusione se devo dare un parere alla cucina Ungherese direi che è molto saporita ma pesantissima!!
E’ stato davvero un bel viaggio grazie anche al Cicerone Giorgio Di Palla che ci ha permesso di visitare i migliori posti di Budapest, conoscere i suoi amici, molto simpatici, e fatto mangiare con i Preti Cappuccini!!
Giorgio grazie ancora!!!
Ritornerò!!!!
 
     
  Le sfide impossibili

 
 
canestrelli.pngRitorna l’appuntamento con la rubrica, a causa di “impegni personali ” la terza puntata arriva con un pò di ritardo.
Oggi vi racconterò dei passatempi usati dai “Piazzaverdisti” per trascorrere le giornate senza farsi prendere dalla noia. L’aneddoto più divertente è sicuramente quando ci inventavamo delle scommesse al limite del decoro e della sopportabilità……
Una di queste è sicuramente la sfida delle sfide: resistere chiusi in Panda, in piena estete, con i riscaldamenti accessi al massimo, il primo che desisteva pagava da bere a tutti gli altri concorrenti, e conoscendo la nostra avarizia, le sfide duravano ore e ore... Un’altra sfida da ricordare era quella di indossare cappelli e occhiali dai colori e dalle forme più strane che trovavamo sempre nella medesima Panda di Totore Iatta; la scommessa consisteva nel tenere più tempo possibile occhiali e capello mentre giravamo tra i centri commerciali più popolati della provincia…..ricordo tra i concorrenti un Peppo Nuzzo con cappello di paglia con impresso il marchio, a caratteri cubitali, di un noto marchio di trattori per l'agricoltura e Salvatore con un cappello raccogli capelli, stile berretto rasta, e occhiali stile reiban con lente a specchio che ai tempi era considerato molto coatto ma ora, magia della moda, sono l’ispirazione di molti teengers della mia città!
Un’ altra epocale scommessa era quella di annusare le cose più puzzolenti mai viste prima, come ad esempio i resti ammuffiti di una torta, lì il sistema era molto più semplice, si facava la conta e il fortunato di turno era obbligato ad annusare (una bella annusata!) i resti putridi della torta……immaginate voi lo schifo!!!!
Negli anni se ne ricordano tante altre di sfide impossibili, come i 32 canestrelli ingeriti consecutivamente da Salvatore, le 20 pettole da consumare in 10 min, e tante altre che vi racconterò in un'altra puntata…
 
     
  Pacco, doppio pacco e controppaccotto!

 
 
pacco.jpgA dieci giorni di distanza si rinnova l’appuntamento con la “rubrica dei Piazzaverdisti”.
Come potete dedurre dal titolo, il tema della rubrica di questa settimana sono i più bei “pacchi”, intesi come “pacchi napoletani”, subiti dai Piazzaverdisti.
Premetto che il “pacco” l’abbiamo subito intorno alla fin degli anni ‘90 e quindi nel fior fiore della nostra giovinezza dove per divertirci oltre alla nostra solita simpatia usavamo anche altri ingradienti…..
Partimmo per un inter-rail, quei viaggi in treno che si sanno quando iniziano ma non quando finiscono, e cioè, parti in treno con un biglietto a kilometri illimitati e viaggi quanto vuoi per 20 giorni.Una delle prime soste era ovviamente Napoli, dopo un paio di giri tra stazione, piazza Plebiscito e Spaccanapoli decidemmo di recarci verso Forcella per acquistare qualcosa per farci divertire, semplicemente hashish; con la nostra grande inesperienza ci mettemmo a girovagare in cerca di qualche “amico” che ci poteva aiutare, e si sa a Napoli di “amici” ne trovi quanti ne vuoi e quindi mettemmo 5 min a trovarne uno, che con la solita simpatia napoletana ci convinse a fare un affarone; a quel punto raccogliemmo i soldi che bastavano ed eravamo pronti a farci “gaetanare”.
L’”amico” napoletano insieme a dei colleghi orchestrò un bel “pacco”: con una scusa banale divise chi aveva i soldi dal resto della comitiva, fece il giro dell’isolato in modo da incrociare chi di noi aveva il gruzzoletto di soldi e se li fece dare dicendo di aver dato l’hashish agli altri, cosi il malcapitato piazzaverdista, tutto contento per l’affare andato a buon fine tornò da noi che lo aspettavano ansiosamente.
Appena arrivato chiedemmo subito al “banchiere” della comitiva se fosse andato tutto bene, lui disse di si e chiese la stessa cosa ma la risposta non fu la stessa!!!
Incazzati come non mai ci mettemmo a cercare l’”amico”  napoletano fra i vicoli di Forcella, ma non ci fu verso, non lo trovammo, anzi trovammo un sacco di persone ostili che invece di aiutarci nella ricerca ci misero i bastoni tra le ruote impedendoci di continuare la ricerca e addirittura costringendoci ad abbandonare tutti i nostri sogni di divertimento”facile”
Ma non ci arrendemmo e nel corso degli anni siamo stati in grado di beccarci altri “pacchi” più  o meno simili!!
 
     
  Scherzi (Parte Prima)

 
 
catena.jpgIniziamo la rubrica con uno degli scherzi più belli e divertenti realizzato dai due Giorgio della comitiva, Di palla e il Pazzo ai danni di Salvatore,
Tutto ebbe inizio un sabato mattina, mentre tutti si davano appuntamento per il pomeriggio, Salvatore, nonché proprietario del “Pinnino” , comunicava a tutti che il primo pomeriggio lo avrebbe passato a fare pulizie e tutto finisce lì.
Subito dopo mangiato Salvatore decise di recarsi al Pinnino per pulire, armato di secchio, mocio e quant’altro, ma tutto ad un tratto, arrivato dinanzi all’uscio della porta, vide che il cancello della sua casetta era chiuso da catena e lucchetto, posto da “estranei”, che impediva l’apertura dello stesso.
Stupito, nonché , molto arrabbiato per l’ennesimo torto subito dal Pinnino, chiamò il suo amico “tuttofare”, Giorgio il Pazzo, che assisteva a tutto, ma non ci fu nulla da fare, il suo amico non lo poteva “aiutare”, cosi si recò alla ricerca di una cesoia in grado di tagliare tutto e liberare la porta... Si recò prima da Giorgio il pazzo e poi a casa sua, riuscì a recuperare tutto e di corsa verso il Pinnino in compagnia del Pazzo; arrivati dinanzi al portone, come per magia, il lucchetto e relativa catena, erano spariti…..dopo una presa in giro da parte del Pazzo, il quale gli diceva di avere delle allucinazioni, Salvatore, infuriato, consigliò al Pazzo di restare dentro al Pinnino, attento ad eventuali ulteriori sberleffi, mentre lui cercava il parcheggio; per coincidenza incontrava anche Beniamino, al quale, inconsapevole dello scherzo, gli raccontò tutta la storia e a quel punto anche lui era infuriato; trovato il parcheggio e raccontata la storia a Beniamino, avvivarono davanti alla porta di ingresso e trovarono di nuovo la porta chiusa da lucchetto e catena con il Pazzo chiuso dentro intento a tagliare la catena…….A quel punto l’ira di Salvatore, che aveva consigliato a Giorgio di stare attento, aumenta sempre di più sbraitando contro inesistenti personaggi che secondo lui lo avevano preso di mira, ma ad un certo punto Salvatore va a scorgersi dietro un angolo per trovare i colpevoli e trova Giorgio di Palla che se la rideva come un matto……………..(Anno 2006)
 
     
 
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